Intelligenza Emotiva verso l'AI


L’empatia è un precetto fondamentale per rapporti durevoli. Ultimamente, però, gran parte del tempo e dell’energia una volta dedicata ai rapporti umani, viene consumata in rapporto ad oggetti e interfacce digitali, che ci hanno ormai conquistati, grazie al miglioramento continuo della loro capacità di accontentare desideri e bisogni.

Stormi di designer, noi compresi, sono quotidianamente all’opera per creare esperienze più piacevoli e per "ammorbidire" la durezza di un rapporto uomo-macchina che pur partendo svantaggiato, rispetto ai rapporti interpersonali, ha saputo imitare questi ultimi e in breve conquistare gran parte della nostra anima.

Ecco che ci troviamo quindi oggi a rapportarci con macchine molto “gentili” e “accomodanti” ma dalla mente insondabile, celata dietro codici e strutture interne incomprensibili ai più.

Ad ogni problema, hardware (del "corpo") o software (della "mente") ci appaiono come quegli amici che credevamo intimi, ma che, in un istante di confusione, si rivelano essere totali misteri.

Insomma, mantenere il nostro rapporto con la tecnologia non è affatto semplice e frequentemente finisce in vere e proprie violenze domestiche. Ciò nonostante, pian piano stiamo cedendo ai suoi capricci e, cosa più interessante, stiamo imparando a conoscerla, o meglio, a comprenderla, sviluppando in sostanza una sempre maggiore empatia ed intelligenza emotiva nei confronti dell'intelligenza artificiale. Chissà cosa ne pensa Goleman.

FOTO: PAUL FAIRCHILD

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